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Il capitale è la lotta tra capitalisti e classe operaia. Tuttavia, ecco la metamorfosi: La lotta di classe di cui parla Marx è lotta tra rivoluzionari. Questa contraddizione muove tutto. E ognuno è imbarcato in essa.

Non è possibile cogliere la realtà del Sistema che collocandosi in esso, e dunque collocandosi nella contraddizione. Impossibile oggi un sapere astrattamente neutrale. A porsi in gioco, alla scommessa anche. Le epoche della Fenomenologia hegeliana dello Spirito non trovano conclusione in un Sapere assoluto che tutte accoglie e accorda, in una suprema Conciliazione, ma nella insuperabile contraddizione tra la potenza universale del Lavoro produttivo divenuto cosciente di sé e la sua appropriazione capitalistica.

Si tratta di ben altro che di calcoli su valore e plusvalore. Come se ne determina la distribuzione? E se essa funziona riducendo sempre più il lavoro necessario per unità di prodotto o di prestazione, non si dovrebbe pensare nella prospettiva di una liberazione tout-court da ogni forma di lavoro comandato? Il comunismo risponde per Marx a queste domande. Che deve diventare libero.

Il comunismo è il Sistema della libertà. La risposta di Bobbio era netta: Se Marx non aveva fornito una teoria dello Stato, come poteva essere guida intellettuale di un partito che aspirava a guidare lo Stato democratico? Messo da parte Marx, cercammo altri maestri che potessero aiutarci a credere nel socialismo senza essere marxisti.

Trovammo per nostra fortuna Carlo Rosselli e il suo Socialismo liberale che proprio Bobbio aveva curato in una bella edizione Einaudi del La prima pagina di quel libro aveva il valore di una rivelazione o di una conferma di quanto già pensavamo, vale a dire che il limite maggiore della teoria sociale e politica di Marx era la pretesa rafforzata e popolarizzata dal buon Friedrich Engels di essere dottrina scientifica: Ma già agli inizi del Novecento, dopo la disputa sul revisionismo aperta dal libro di Eduard Bernstein, uscito nel che Laterza ha pubblicato in traduzione italiana nel con il titolo I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia , i più intelligenti giudicarono la scienza di Marx del tutto incapace di spiegare la realtà economica e sociale, e non trovarono più né conforto né guida nella profezia ormai irrigidita in stanche formule ripetute meccanicamente.

La lettera che Marx spedisce ad Arnold Ruge da Kreuznach, nel settembre del , poi pubblicata nei Deutsch-Französische Jahrbücher del , ad esempio, è un testo che ci insegna i lineamenti di una critica sociale e politica intransigente: Critica radicale perché senza riguardi, senza paura né dei suoi risultati né del conflitto coi poteri attuali. E ci insegna che la lotta per la libertà e per la giustizia deve essere in primo luogo lavoro paziente di educazione delle coscienze: Si vedrà che non si tratta di tracciare una linea fra passato e futuro, ma di realizzare le idee del passato.

Due illusioni nobili, queste del giovane Marx, ma pur sempre illusioni. Il proletariato, allora come oggi, è una classe oppressa e umiliata, ma resta una classe particolare che nella sua storia ha lottato e sofferto per finalità di emancipazione generale, ma ha anche sostenuto demagoghi autoritari.

Attribuire al proletariato il semplice ruolo di cuore e forza materiale dello sforzo di emancipazione e agli intellettuali quello di cervello, significa aprire la strada, come la storia ha abbondantemente dimostrato, a freddi professionisti della rivoluzione e del governo, incapaci di condividere le sofferenze e le speranze degli oppressi e dunque pronti a diventare non compagni di lotta, ma nuovi dominatori. In questo saggio, nato in un contesto segnato da appassionati dibattiti su religione e emancipazione sociale ben documentato dalla recente biografia scritta da Gareth Stedman Jones, Karl Marx.

Sarebbe facile osservare che la religione, in particolare la religione cristiana, ha sostenuto importanti esperienze di liberazione politica e sociale. Ma dalla critica alla religione, Marx trae due conclusioni di straordinario valore morale e politico: E perché è ancora attuale oggi?

Cultura e società, oggi. Per una critica della ragione " impura ": Kant, I sogni di un visionario spiegati con i sogni della metafisica. Con lo stile scorrevole e divulgativo tipico della saggistica anglo-sassone, gli autori accompagnano il lettore in un percorso che si snoda tra psicologia, informatica, robotica, teoria evolutiva e scienze politiche.

Il mondo in cui viviamo, avvertono, è molto complesso e una tecnologia sofisticata domina sempre più quasi ogni aspetto della vita quotidiana: Questo rende molto grande la responsabilità dei cittadini, chiamati a esprimere opinioni e giudizi su temi talvolta molto difficili, determinando con le proprie scelte il futuro della collettività.

Ma a tendenza naturale delle persone è di prendere posizione seguendo impulsi istintivi, con motivazioni superficiali, senza adeguata informazione, influenzandosi reciprocamente in direzione del rafforzamento delle proprie convinzioni, spesso sfuggendo o rifiutando il confronto con chi la pensa diversamente. Valutare quanto effettivamente sappiamo riguardo a una qualsiasi cosa che diremmo di conoscere bene, avvertono gli autori, è semplice: Prendete ad esempio lo sciacquone del bagno.

Se qualcuno ci chiedesse: Infatti, è lui la persona che sa davvero come funziona lo sciacquone, non noi! La risposta affermativa data istintivamente rispecchia una conoscenza di tipo particolare, risultante dalla combinazione di diversi elementi: Insomma, la nostra presunta conoscenza risiede in gran parte fuori di noi, in quella che gli autori definiscono la comunità della conoscenza cui ciascuno appartiene. La complessità del mondo, come abbiamo detto, giustifica almeno in parte la nostra ignoranza.

Tuttavia, quello che sappiamo è davvero poco e Sloman e Fernbach ci spiegano perché. A questo punto permettetemi un accenno personale.

Io tendo a dimenticare i dettagli - nomi, indirizzi, numeri etc. Confesso di avere provato un senso di vero sollievo leggendo che la nostra mente non è fatta per i dettagli il mio orizzonte si rasserena! Infatti, contrariamente a quanto si pensava agli albori delle scienze cognitivistiche, negli anni Cinquanta, la mente umana non assomiglia a un computer e non è progettata per accumulare dati.

Il saggio di Sloman e Fernbach si basa sulle ricerche di molti studiosi, tra i quali Michael Tomasello, autore di un saggio importante, Storia naturale della morale umana , da noi recensito qualche tempo fa su queste pagine. Mettersi insieme, dividersi i compiti e agire coordinatamente per un obiettivo comune - qualunque esso sia, dalla caccia al mammut allo sbarco sulla Luna - ci permette di non essere sopraffatti dalla complessità del mondo, nonostante i nostri limiti.

Esse costituiscono una comunità globale della conoscenza - cervelli in contatto e informazioni che circolano praticamente in tempo reale - che rappresenta, allo stesso tempo, una garanzia e un pericolo per le società democratiche. Allora ripartire dal socratico so di non sapere potrebbe essere un buon inizio per evitare qualche sciocchezza di cui, poi, sarebbe inutile pentirsi.

Dispose dunque [Freud] di vederci alle nove della sera. Il cuore ha sempre la meglio, ma cerca di mantenere la testa fredda, come finora, fortunatamente, mi pare tu sia riuscito a fare. Non abbassare la guardia. Il poeta della Bhagavadgita sarebbe il primo a confermarlo.

Resta guardingo, tieni sempre gli occhi ben aperti, prendi coscienza di ogni cosa, sii di un coraggio indefettibile, non lasciarti mai abbagliare, non imbrogliarti. E ancora giace sotto di me celato nella purpurea tenebra afferma il tuffatore di Schiller , che mai rivenne dal suo secondo temerario tentativo. Se invece, senza la guida di un intelletto lucido ti immergi nel mondo della Bhagavadgita , laddove nulla sembra costante e ogni cosa si confonde con ogni altra, allora ti troverai improvvisamente di fronte al nulla.

Sai cosa vuol dire trovarsi di fronte al nulla? Te lo puoi immaginare? Eppure questo nulla è solo il frutto del fraintendimento di noi Europei: Ora, se frainteso, esso conduce alla follia. Fantasticano, ma non sanno nulla. In questo momento voi vi interessate alla filosofia indù.

I filosofi indiani sapevano perché. Freud, Il disagio della civiltà e altri saggi , Boringhieri, Torino , p. Il Conquistador comincia a deporre le armi e ammette: Freud, Opere , XI, Torino , pp. Morirà a Londra il 23 settembre Indicazioni per una seconda rivoluzione copernicana..

Un invito a ripensare il lavoro di Elvio Fachinelli. Una brillante ricognizione di Luisella Mesiano. Steffens, Moses in Red. Non sempre gli anniversari sono occasioni per pubblicare e recensire nuovi libri, sono anche momenti utili per riscoprire vecchi autori e testi.

Bullitt; la terza nel , durante il periodo della NEP. Egli era convinto che la società fosse soggetta a leggi che potevano essere studiate come quelle che regolavano la natura. Il secondo capitolo è dedicato alla figura di Mosè e alla sua trasformazione in leader del popolo oppresso pp.

Egli era libero, impulsivo, fiero, diretto, audace, e senza legge. Dopo la formazione del leader, Steffens descrive la strategia, che passa attraverso la cospirazione contro il padrone, il faraone. Mosè si comporta come un classico agitatore politico, un leader dei lavoratori: È Dio, che per il giornalista americano rappresenta la natura, che propone a Mosè di andare dal faraone e chiedere di lasciare andare il popolo nel deserto per tre giorni per organizzare un sacrificio in onore della propria divinità.

Allo stesso modo, prima della grande rivoluzione, nel il popolo fu spinto a chiedere allo zar una modesta partecipazione in un governo costituzionale. Le piccole richieste a cui le autorità normalmente rispondono con un netto rifiuto e una violenta reazione hanno la funzione di innescare la rivolta: I leader della rivoluzione, infatti, sostennero che era necessario un cambio radicale nelle persone, perché la vecchia generazione che aveva conosciuto gli antichi mali dello zar doveva necessariamente essere superata.

Questo momento conferma che il popolo uscito dalla schiavitù, dimostrando di essere ancora legato alla vita in Egitto ha ancora paura e non accetta facilmente i cambiamenti imposti da Dio. È per questa ragione che dopo la strage si afferma la dittatura di Mosè, attraverso la quale si impongono le nuove leggi.

Ma non è sufficiente, la paura continua a stringere il popolo, tanto che, una volta che gli esploratori mandati da Mosè sono tornati dalla terra promessa e hanno raccontato ai capi tribù che il paese è occupato da popolazioni bellicose, la maggior parte degli ebrei si rifiuta di entrare e pretende di tornare in Egitto. La dittatura di Mosè e il terrore rosso sono necessari per la rivoluzione e per la costruzione di un nuovo popolo, capace, una volta attraversato il Giordano, di fondare una nuova nazione.

Il primo a riattivare le riflessioni del giornalista americano fu Aaron Wildavsky nel suo The Nursing Father: Il binomio Esodo e rivoluzione , dunque, è diventato un classico della riflessione politica, anche se declinato in prospettive diverse, e ha trovato in Steffens un interprete di rara efficacia interpretativa. A Mikhail Gorbaciov e a Karol J. Le ultime riflessioni di Lenin raccolte da Viktor Bede.

Spesso è il linguaggio a far accendere la lampadina: Raramente la rivelazione riguarda il linguaggio in sé. Ma ancora oggi, la grammatica Alessandrina continua a regnare. Tutte le traduzioni sono dal volume The Language of the Human Race: Eine leibhafte Grammatik in vier Teilen ].

Rosenstock-Huessy ha ispirato alcuni connoisseur , tra cui W. Auden e Peter Sloterdijk, ma possiamo dire in tutta tranquillità che è ancora poco conosciuto. È difficile capire cosa pensare di lui. Di sicuro trovo fastidiosa la palese importanza della nascita di Cristo - o della Missione Divina - che inserisce regolarmente nei suoi ragionamenti filosofici.

Il dogma grammaticale a cui fa riferimento - e contro cui si è battuto a morte in un libro di oltre 1. Io amo, tu ami, egli ama , o, se avete studiato Latino, amo, amas, amat. Cosa possono avere di tanto significativo?

Ogni persona sembra parlare allo stesso modo. La mia rivendicazione è che amat e amo e amas sono agli antipodi, da un punto di vista sociale, e che quindi non debbano essere insegnati come simili. La lista Alessandrina non è affidabile. E lo intende davvero. Amat è pronunciato come un fatto, senza nessun coinvolgimento interiore.

Dà delle informazioni su qualcosa. Amo e amas, al contrario, non possono essere pronunciati senza conseguenze sociali importanti. Entrambi presuppongono passione, e quindi dobbiamo studiare che cosa significano passione ed enfasi in quanto elementi sociali della grammatica.

Empiricamente, la lista Greca commette un errore: Sei un bravo bambino. Il bambino inizia a definirsi gradualmente come un essere indipendente in seguito alle migliaia di attenzioni e impressioni e influssi che lo avvolgono, lo circondano, lo premono da ogni parte. La prima cosa che succede a ogni bambino, a ogni persona, è che gli o le si rivolge la parola: Il bambino è prima un Tu per un essere esterno potente, soprattutto i genitori Sentire che esistiamo per gli altri, che vogliono qualcosa da noi, precede qualsiasi affermazione che noi siamo noi o qualsiasi affermazione di che cosa siamo.

È questa la rivelazione che mi ha tanto colpito. La prima persona non è la prima. Non esiste nessuna lista , a parte quelle che inventiamo.

Che aspetto avrebbe il mondo se potessi vedere al di fuori di questo schema? Quanto altro ancora della natura del romanzo, e della percezione della mia vita, risale essenzialmente alla grammatica greca di duemila anni fa? Nella nostra società moderna, amo e amas sono trattati alla stregua di semplici affermazioni come amat.

E la spudoratezza della psicologia, delle classificazioni sociali, della tirannia dei fisici e degli analisti, sono alcuni dei risultati di questa mancanza di saggezza e autorità nello schema grammaticale. Ognuno è portato a pensare a se stesso o se stessa come parte di una sequenza di fatti, come se lui o lei fossero una Terza Persona.

Vale la pena notare che scrisse questi pensieri sulla tirannia nel Perché parliamo in modo obiettivo di chi è assente e quindi non arrossirà per quello che diciamo o non si arrabbierà o in ogni caso non dovrà stare ad ascoltare.

I rapporti umani prosperano quando possiamo conservare un legame segreto e un desiderio intimo di ascoltare. I rapporti umani muoiono quando tutte le nostre affermazioni si riducono a un semplice dato di fatto. Come dicevo, non so cosa pensare al riguardo. Ma è qui, presentato per voi sotto forma di paragrafi alternati da me e da lui. Voi siete la prima persona. Fatene quello che volete. Il mondo non è più magico e stregato.

Una grammatica avanzata, che si occupi del tipo di enfasi che il discorso pone sulle nostre parole e sulle nostre azioni, ci permetterebbe di carpire i segreti dei movimenti sociali, delle masse e degli individui, delle patologie e della guarigione della vita politica.

La grammatica base ha degradato il linguaggio fino a renderlo uno strumento arbitrario dello spirito umano; la grammatica avanzata lo aggiusterà. Traduzione di Alessandra Castellazzi. Un omaggio a Kurt H. Wolff e a Barrington Moore Jr. Intelligenza artificiale, bioingegneria, robot sono la nuova frontiera. E tornano a dividere i filosofi tra apocalittici e visionari. Che ne sarà della specie umana? Lo chiamano post-human, senza nemmeno un accordo su un significato univoco.

Nella squadra A giocano i tecno-umanisti o transumanisti , evangelisti di una religione che potremmo chiamare datismo: Gli esseri umani - assicurano - non sono più in grado di gestire gli immensi lussi di dati, sono arrivati al capolinea e ora potrebbero passare il testimone a entità di un tipo del tutto nuovo. Le dittature di questi tempi funesti faranno passare quelle del Novecento per inezie. Google lavora oggi a questo programma transumanista.

Capisco perfettamente perché chi crede, per quanto incautamente, che da queste circostanze la post-umanità frutto del matrimonio tra I. Siamo già in parte nel postumano. Il soggetto di quel volere dovrebbe essere un noi che si interroga ed è interrogato. Ma che per ora sembra assistere attonito alla partita senza arbitro. E la cui espressione sembra dire: Il nuovo inizio è la vita. A sottrarre il dibattito sul postumano ai singoli saperi, ai tecnologi e tecnocrati, per riconsegnarlo alla filosofia.

O meglio al pensiero critico. Non vede nelle istanze postumaniste e tecnoumaniste un prevalere di queste ultime ma nella forma di nuovi spazi di dominio? Si deve ragionare su come il capitalismo cognitivo si è impossessato delle humanities. Si deve ricostruire un terreno comune per discutere su cosa sta accadendo. Io dico il contrario. La grande mutazione non avviene nel vuoto, ci sono le implicazioni sociali. Bisogna negoziare su che cosa siamo capaci di diventare.

Note per una rilettura della "Critica della Ragion pura" e non solo. Nella Costituzione senza esserlo. Il destino ambiguo del Concordato. Con accordi e norme complicate tra cui due particolarmente odiose per un Paese che - dopo un decennio di guerre e la doppia occupazione nazista e alleata - si era scrollato di dosso la dittatura anche attraverso la Resistenza e stava lavorando non solo al ritorno delle civili libertà ma a una democrazia nuova, repubblicana come aveva decretato il voto del 2 giugno Con il paradosso che chi riteneva il matrimonio un sacramento poteva, per le norme del diritto canonico, ottenerne la nullità, riconosciuta poi dallo Stato e chi invece aveva del matrimonio una concezione puramente civile era destinato a essere legato a vita, indissolubilmente, non per diretta conseguenza dei Patti, ma per la coincidenza nella visione della famiglia tra Chiesa e fascismo.

Nel quadro per di più di un diritto di famiglia in cui era sancita una netta subordinazione della donna. Nella sua ricostruzione del formarsi del dettame costituzionale e poi dei suoi effetti nella vita democratica italiana Art. Costituzione italiana , Daniele Menozzi non nega le conseguenze negative del permanere di quelle norme specie nel quindicennio successivo alla emanazione della Carta Costituzionale.

In particolare a quelle di matrice socialista e comunista. Protagonista di questa operazione complicata e sottile fu in primis Giuseppe Dossetti che univa alla sua profonda fede cristiana una visione non ierocratica della Chiesa, la competenza giuridica del canonista di vaglia, cristalline convinzioni democratiche, saldi legami con le altre culture politiche formatisi nella Resistenza.

Io aggiungerei due aspetti. Togliatti era ben consapevole di quanto Milovan Gilas nelle sue Conversazioni con Stalin ricorda avergli detto il dittatore sovietico: In quel campo i socialisti, allora sotto la sigla Psiup, erano ancora, seppure non di molto, maggioritari rispetto al Pci.

Per ben intendere la vicenda al quadro manca un tassello. E del nuovo diritto di famiglia. Lo Spirito "costituzionale" di Benedetto Croce, lo spirito cattolico-romano di Giacomo Biffi, e la testimonianza di venti cristiani danesi. Per un ri-orientamento antropologico e teologico-politico. Una nota del Indicazioni per una seconda rivoluzione copernicana Chi dice che è morta?

Ritratti del desiderio di Massimo Recalcati pagine, 14 euro, con le fotografie di Giancarlo Fabbri è pubblicato da Raffaello Cortina Editore.

Che cosa resta della grande lezione di Freud? Cosa della grande rivoluzione culturale rappresentata dalla psicoanalisi è destinato a non essere cancellato? Lo si grida da più parti e ormai da molto tempo: Il nucleo di questa invenzione è etico prima che terapeutico. Ma la prima vera e grande sovversione etica imposta da Freud è quella che ci costringe a modificare la nostra ordinaria concezione della malattia e della sofferenza psichica.

Questo è un contributo ancora attualissimo e nevralgico della psicoanalisi: La divisione multipla interna al soggetto - tra coscienza, preconscio e inconscio, tra Es, Io e Super- io - ci costringe infatti a ridisegnare la nostra idea della vita umana. È un principio clinico che riguarda tanto la vita individuale quanto quella collettiva: La psicoanalisi incoraggia una politica anti-segregativa.

Quale è il volto dello straniero che si tratta di accogliere? Innanzitutto quello del desiderio che esprime la dimensione radicalmente insacrificabile della singolarità. È questo un punto nevralgico presente nel pensiero di Freud, ripreso con forza da Lacan: Questo comporta un attrito fatale nei confronti di tutte le pratiche di normalizzazione autoritaria e di medicalizzazione disciplinare della vita.

La vita del desiderio - la vita della singolarità - è sempre vita storta, difforme, deviante, bizzarra, anomala. Ciascuno ha il compito di trovare la propria misura della felicità. La psicoanalisi è una teoria critica della società: La sua vocazione è antifascista nel senso più radicale e militante del termine: Di fronte al mare Un nuovo paradigma antropologico: Se si pensa che una cosa del genere capita solo per le conferenze di Sartre!

Gli inizi erano stati ben diversi. Figure eccentriche, in quel momento, quasi tutti giovani, in fuga da qualcosa o da sé stessi, ma destinati a ben altro futuro. A officiare, in un rito che si sarebbe rinnovato ogni settimana per sei anni dal al , era Alexandre Kojève, un giovane emigrato russo nato nel , esule in fuga dalla rivoluzione bolscevica, ma forse una spia dei servizi segreti sovietici, nipote di Vasilij Kandinskij, seduttore implacabile - di lui si è detto tutto e il contrario di tutto -, senza dubbio il signore assoluto della scena filosofica parigina.

A questo gruppo, davvero inimitabile, è dedicato il bel saggio di Massimo Palma , appena pubblicato da Castelvecchi, Foto di gruppo con servo e signore. Più precisamente, tutto girava intorno a poche pagine. Pagine oscure, astruse, a volte incomprensibili; ridicole e tragiche allo stesso tempo: Diversamente è la natura che si ripete eternamente identica a sé stessa, bellissima ma silenziosa, indifferente, estranea: Per questo cerchiamo gli altri, ne abbiamo bisogno, come di uno specchio che rifletta e ci riveli nella nostra inimitabile specificità, nel nostro valore.

È la dialettica tra servo e padrone, il cuore della Fenomenologia: E via di seguito, di rovesciamento in rovesciamento: Forse, ma non prive di una loro attualità. Perché in fondo trasmettevano un insegnamento molto semplice: Era anche una critica sferzante agli intellettuali, chiusi nei loro giardini e nelle loro parrocchie, sempre intenti a discutere tra loro: Niente male come lezione, mentre le truppe naziste si apprestavano a marciare su Parigi.

Poi tutto era cambiato. Sembrava il Talete di cui aveva parlato Platone, quello che cade nel pozzo perché assorto nella contemplazione del cielo. Per la filosofia non restava ormai che il fine settimana: La saggezza, la serenità raggiunta. E se tutto questo affannarsi nelle azioni e questo correre dietro alle parole non portasse da nessuna parte?

Né servi né padroni, senza bisogno di essere riconosciuti o di riconoscere? Lo aveva ammesso persino il grande Hegel, in un momento di rara lucidità: Anche Kojève alla fine gli aveva dato ragione: Zazie era venuta a Parigi per vedere la metropolitana. I pensieri più impertinenti vengono quando si ozia - di domenica, insomma - e forse sono i migliori.

La mosca non smette di ronzare, disturbando il pensiero; la storia continua La prospettiva millenaristica indicata da Karl Marx, nota Màdera, non discende affatto dalla sua pur lucida descrizione del capitalismo.

Una nota di Gianni Vattimo. Il cristianesimo non è un "cattolicismo": Il parallelo mezzanotte-mezzogiorno ci dice intanto una cosa fondamentale: Il sole raggiunge il punto massimo nel cielo e le ombre sulla terra si accorciano fino a scomparire: Il programma di Caillois e naturalmente del Collège de Sociologie è assai complesso: La passione di fare diventa bruciante.

Sarà Marcel Mauss ad avvertire gli studiosi del Collège che stanno rischiando grosso: Non tanto perché in esso trattasse questioni immediatamente pericolose: Nella sua ambiguità la potenza del sole distrugge e feconda, sconfigge i deboli ed esalta, in senso proprio, i forti.

Racconta Plutarco, per esempio, che nessun condottiero romano avrebbe mai firmato un trattato o un atto importante dopo mezzogiorno. Anche il cristianesimo, che pure ha molto contribuito ad attribuire la luce al bene e le tenebre al male, ha le sue implicazioni con il sole e con i culti solari.

Anche il cadavere che non ha ricevuto gli onori funebri appare a mezzogiorno: Si mescolano qui due temi di lunga durata: Per dire, in buona sostanza, che il viaggio nel sole non è certo finito, ma anche che certi miti bisogna guardarli di traverso e non cedere, supini, al loro culto. La storia ha già dimostrato, meglio della medicina, come siano nefasti certi colpi di sole. Archivio "la Repubblica", 14 ottobre Che cosa è successo alla filosofia nei quattro secoli che separano la nascita di Cartesio dalla morte di Nietzsche?

Franceschelli, Donzelli, pp. Un appunto e una considerazione sulle parole di Papa Francesco sulla prostituzione. Alcuni governi cercano di fare pagare multe ai clienti. Ma il problema è grave, grave, grave. Vorrei che voi giovani lottaste per questo. Se un giovane ha questa abitudine la tagli. Tuttavia, a Francesco è scappata una frase piuttosto infelice quando ha detto: Non sono state le donne ad avere inventato, introdotto e alimentato la pratica del sesso a pagamento, ma gli uomini.

Sono gli uomini che hanno incrementato, e incrementano, la domanda. Sono gli uomini a volere pagare per avere a disposizione dei pezzi di corpo femminile.

Qui bisogna fare un appunto e una considerazione. Visto che il commercio del sesso esiste perché esiste una domanda maschile, perché dovrebbero essere le donne a farsi carico di tutto il lavoro di rieducazione e lotta? Perché non si chiede agli uomini di farsi un esame di coscienza sul perché hanno bisogno di pagare una donna per poter infilare il loro pene in un orifizio? Per quale ragione il maschio non deve interrogarsi sulla sua idea di desiderio, eros, piacere?

Perché non si domanda, e non gli si domanda, dove mai stia la soddisfazione nel comprare sesso? E poi, che cosa sanno del proprio corpo? Che cosa capiscono del corpo altrui?

O sono solo dei poveracci in cerca di un contenitore eiaculatorio? Nel suo libro Il trucco. Caro Francesco, il femminismo è vivo, vegeto e lotta. Sono certi maschi a essere molto arretrati. Uscire dallo "stato di minorità" non significa mangiare un "piatto di lenticchie" O, meglio, che progetto!!! Fraser, Scales of Justice. Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale. Giocando sulla plurivocità semantica del termine inglese "scales", con il titolo Scales of Justice Nancy Fraser evoca due immagini: Sia il concetto di imparzialità sia la dimensione spaziale della giustizia sono oggi oggetto di una contestazione radicale.

Il criterio della rappresentanza risponde a una questione decisiva oggi nei dibattiti intorno alle diverse teorie della giustizia, dibattiti che non vertono più sul "che cosa" la giustizia deve riconoscere, ma sempre più su "a chi" deve riconoscerlo, su quali sono e come si determinano i confini della comunità cui una teoria della giustizia intende applicarsi.

In un contesto post-socialista, post-fordista e soprattutto post-westphaliano le ingiustizie sono insieme incentrate su questioni di misrecognition , misredistribution e misframing. Distribuzione e riconoscimento potevano essere considerate come le due dimensioni cruciali della giustizia finché il quadro di riferimento dello stato-nazione era dato per scontato.

Domanda cruciale diviene infatti se la teoria della giustizia debba continuare a muoversi nello spazio della cittadinanza nazionale, se debba divenire cosmopolitica o se debba venire a riguardare le "comunità transnazionali del rischio". Ora, Fraser riconosce due limiti a questa soluzione teorica: Il principio all subjected individua non un unico "chi" destinatario della giustizia, ma una pluralità di "chi" collocati a livello locale, nazionale, regionale e, in alcuni casi, globale.

In questa direzione, la Fraser guarda al ruolo che rivestono oggi i movimenti sociali globali: Una giustizia transnazionale richiede adeguati canali istituzionali che rispondano alla società civile, ma funzionino al tempo stesso secondo eque procedure e un sistema di rappresentanza che ne assicuri il carattere democratico dando legittimità alle decisioni prodotte.

I tratti delle nuove sfere pubbliche transnazionali e delle nuove istituzioni democratiche globali rimangono, tuttavia, al momento, estremamente vaghi nel disegno della Fraser, che evita qui, per altro, di confrontarsi criticamente con le istituzioni sovranazionali esistenti, con i loro limiti e le loro possibilità di riforma.

Ripensare lo spazio politico in un mondo globalizzato di Nancy Fraser edito da Pensa Multimedia, Globale e neoliberale, sta promuovendo tagli pubblici e privati del welfare nello stesso momento in cui recluta le donne nella forza lavoro salariata. Sta dunque scaricando il peso del lavoro di cura sulle famiglie e sulle comunità, mentre diminuisce la loro capacità di svolgerlo.

Il risultato è una nuova organizzazione dualistica della riproduzione sociale, mercificata per coloro che possono permettersela e privatizzata per quanti non possono farlo, visto che alcune componenti della seconda categoria forniscono lavoro di cura per coloro che appartengono alla prima in cambio di bassi stipendi.

Pubblichiamo un estratto da La fine della cura Mimesis. È sempre più attraverso il debito, in altre parole, che il capitale oggi cannibalizza il lavoro, colpevolizza gli stati, trasferisce ricchezza dalla periferia al centro ed estrae valore dalla sfera domestica, dalle famiglie, dalle comunità e dalla natura.

Il nuovo regime emerse dalla decisiva intersezione di questi due gruppi di lotte. Al di là della collisione di questi due gruppi di lotte, emerse un risultato sorprendente: I movimenti di emancipazione hanno preso parte a questo processo. Al pari di ogni regime precedente, il capitalismo finanziario istituzionalizza la divisione fra produzione e riproduzione sulla base del genere.

Non pago di ridurre gli aiuti pubblici mentre recluta le donne nel mondo del lavoro salariato, il capitalismo finanziario ha cioè anche ridotto i salari reali, aumentando il numero di ore di lavoro casalingo pagato necessario a supportare una famiglia e inducendo a fare i salti mortali per trasferire su altri il lavoro di cura. In entrambi i casi, le capacità socio-riproduttive sono ulteriormente compresse.

Desiderose di attrarre e trattenere queste lavoratrici, imprese come Apple e Facebook forniscono loro un forte incentivo a posticipare la gravidanza, di fatto dicendo: Un secondo sviluppo, egualmente sintomatico della contraddizione tra riproduzione e produzione negli Stati Uniti, consiste nella proliferazione di distributori meccanici costosi e altamente tecno- logici, per tirare e conservare latte materno.

In una congiuntura storica di acuta povertà, tiralatte doppi che funzionano senza bisogno delle mani sono considerati la cosa più desiderabile, poiché consentono di tirare il latte da entrambi i seni in una volta sola, mentre si sta guidando la macchi- na in autostrada per andare al lavoro.

Nel loro insieme, tali rivendicazioni equivalgono alla richiesta di una riorganizzazione massiccia della relazione tra produzione e riproduzione, a favore di assetti sociali che potrebbero dare la possibilità a persone di ogni classe, genere, orientamento sessuale e colore della pelle di combinare attività socio-riproduttive con un lavoro sicuro, interessante e ben remunerato.

Globalizzato e mosso dal debito, il capitalismo neoliberale sta sistematicamente espropriando le capacità necessarie a sostenere le relazioni sociali. Cosa potrebbe emergere da questa crisi?

Come potrebbe essere reinventata oggi la divisione fra riproduzione e produzione e cosa potrebbe sostituire il doppio reddito familiare? Resta da vedere se il risultato sarà compatibile o meno con il capitalismo. Le vicende elettorali offuscheranno solo parzialmente lo spazio mediatico ogni anno occupato dalla Giornata della donna.

Sono tutti discorsi a cui siamo ormai assuefatti. La filosofa Nancy Fraser si è pronunciata in proposito con una lettura molto chiara: Tuttavia, aggiunge Fraser, alcune condizioni strutturali emergenti possono permettere di non rimanere vittime delle seduzioni individualiste del capitalismo e di riprendere il filo di un altro discorso del femminismo di seconda ondata per molti versi abbandonato: Riprendere quel filo significa ripartire dalla struttura, dal tessuto economico e sociale, tralasciando affermazioni di principio più o meno liquide, ma osservando la materialità delle asimmetrie nel loro farsi quotidiano.

Le dimensioni in cui questo avviene sono molte. Rielaborando la proposta di un classico testo degli anni Settanta, La condizione della donna di Juliet Mitchell Einaudi, , Raewyn Connell propone ad esempio di analizzare la asimmetria tra uomini e donne secondo quattro dimensioni. La prima, quella della produzione, del consumo e della accumulazione.

La divisione sessuale del lavoro, la segregazione occupazionale, la discriminazione, i vari soffitti e labirinti di cristallo che separano uomini e donne lungo assi verticali e orizzontali della gerarchia lavorativa rappresentano la principale dimensione delle asimmetrie di genere riconosciuta nelle scienze sociali. La seconda, quella del potere, è stata un elemento cruciale nella analisi del funzionamento del sistema patriarcale elaborata dal femminismo radicale.

La quarta, infine, è la dimensione culturale e discorsiva: Per la prima dimensione, tratteremo delle diseguaglianze nel mercato del lavoro. Abbiamo già avuto modo, in questa rivista, di conoscere le difficoltà della conciliazione dovute alle carenze nei servizi si veda Naldini e Santero ; si tratta di osservare qui quali difficoltà le donne incontrino in termini di entrata e permanenza nel mercato del lavoro, specie quando decidono di essere madri.

Tutti i dati, naturalmente, risentono sempre dei limiti del contesto per cui sono prodotti e gli elementi che qui si mettono sul piatto non sono esenti dalle ambivalenze su cui ci allertava Fraser. Una consapevolezza da cui partire il nove marzo, liquidando facili enunciazioni di principio. Una riflessione di Massimo Cacciari su "cosa significa ereditare il passato". De sanctissima eucharistia ", della " Ammirabile Carità.

Primus in servitute servili, secundus in servitute filiali, tertius in libertate. Primus in flagellis, secundus in actione, tertius in contemplatione. Nel primo regno il servaggio servile; nel secondo la servitù filiale; il terzo darà inizio alla libertà.

Di Gioacchino se si è conservato memoria del suo lavoro come del suo messaggio, lo si deve sicuramente alla sua " posterità spirituale " - è da dire con H. Una storia di lunga durata Un breve testo dalla "Prefazione ai lettori" del "Trattato sulla carità cristiana" di Ludovico A. Una riflessione che porta la vita alla sua massima espansione senza sottrarsi a nessun conflitto. La scoperta di Spinoza per il quale la sapienza è una meditazione sulla vita, non un pensiero sulla morte.

Quello del filosofo non è incauto ottimismo, né cieco volontarismo. Conosce la potenza che ci abita. In giorni oscuri torniamo a interrogarci sulla negazione.

Ci siamo risvegliati in una specie di guerra civile mondiale dove la negazione è intesa come distruzione della vita: Oppure lo stragismo fascista e razzista contro gli immigrati, rovescio diabolico di una risposta uguale e terribile. Il negativo è invece inteso come una negazione senza rimedio. Per una filosofia affermativa Einaudi, pp. Anzi, si è intensificata.

Il negativo fa parte della vita: Per questo va contestualizzato, non generalizzato. Non è un ostacolo o una forza contraria che si oppone alla libera volontà di chi vuole affermare qualcosa. Il negativo è il limite che attraversa la vita costretta tra necessità e finitezza. Lo scopo di questo approfondimento vertiginoso è modificare la nostra disposizione verso la vita. Se la vita è imprigionata nel negativo, allora è immobile povera e paranoica.

Se invece è un momento determinato di un divenire storico che si sporge oltre se stesso, allora diventa una pratica. Spinoza, il grande eretico aggredito da Hegel e sistematicamente travisato dai suoi posteri. Per lui la sapienza è una meditazione sulla vita, non un pensiero sulla morte.

Questa è ancora oggi la sua gloria: Il suo non è incauto ottimismo, né cieco volontarismo. Conosce la potenza che ci abita, a dispetto del negativo che ci circonda. Il pensiero affermativo non è un positivismo del fatto compiuto, né una stanca decostruzione. Indica la strada per una nuova forma di materialismo, istanza che sembrava remota, o riservata a poco, fino a poco tempo fa.

È la differenza che passa tra una politica sulla vita e una politica della vita, per usare le categorie di Esposito. Il conflitto è un elemento della relazione, oltre che della creazione di nuove istituzioni.

O amici, non ci sono amici in questo mondo. Davanti a questo paradosso va sperimentata una prassi politica che metta insieme corpo e intelletto, materia e spirito, vita e forma, e non rifugga ma abbracci il conflitto.

Creano legami, non impongono vincoli. È tempo di imparare a coglierne i frutti. La macchina della teologia politica e il posto del pensiero". A partire da due, e non da uno!!! Una nota su una polemica tra "esportatori di democrazia" e di "libertà" Giovanni Sartori e Gian Maria Vian e la proposta di una Fenomenologia dello Spirito di "Due Soli". La prima traduzione italiana risale al [ pp. A dire il vero, questo libro non è una monografia del più grande filosofo del Novecento sul pensatore-chiave del mondo contemporaneo.

O, meglio, in una forma esasperata. Heidegger, è il caso di aggiungere, non è stato da meno. Entrambi, insieme a molti altri, tra cui il cattolico Romano Guardini, furono affascinati da Heidegger. Vi troverà non la descrizione di un pensiero anche se non manca ma un metodo per imparare a pensare. Cosa che non si nota in molti filosofi dei nostri talk show.

Nella scia di Constant, Kant, Hobbes e Mendiola. Una nota di Armando Torno su "una questione oziosa e irrisolta". Una nota a " Guerra di genere. Una modesta proposta " di Paolo Fabbri, Alfabeta2. Se non ricordiamo più " O vogliamo continuare ancora e sempre? Barbara Chitussi , Lo spettacolo di sé. Filosofia della doppia personalità, Meltemi, , pp.

Lo dimostra brillantemente Barbara Chitussi che in un saggio appena uscito da Meltemi non solo, quasi come in un romanzo, mette in scena i casi clinici, le storie fantastiche di personalità multiple di cui si sono occupati gli psichiatri francesi, ma ne trae il materiale teorico per costruire una vera e propria filosofia della personalità. Ma, come accade spesso, il brusio delle voci senza volto finisce per raccogliersi nel fulgore di un nome che quelle voci, tutte, le fa risuonare assieme.

O meglio, triste e cupa Félida appare di solito sino al momento della sua crisi. Le accade infatti, talvolta, di cadere improvvisamente nel sonno e di risvegliarsi in uno stato che non è più quello nel quale si era addormentata: Come nota con finezza Barbara Chitussi, gli psicologi che a proposito del caso di Félida iniziano a parlare di doppia personalità, operano a loro volta uno sdoppiamento dello stesso termine di personalità.

Non più sinonimo di coscienza o di vita, la personalità torna ora a riavvicinarsi al significato originario del latino persona: Per ben agire e ben comunicare anche solo con se stessi o con stesse!

Primo Levi e il suo monito eterno: Esce il terzo volume della serie dedicata allo scrittore sopravvissuto alla Shoah. Fu un tonfo sordo e inatteso. Era di Primo Levi il corpo esanime, ai piedi delle scale. Pur sapendo della sua depressione, si rifiutavano di credere che avesse compiuto quel gesto. Molti dubitarono, vollero credere a un incidente. Il suicidio sembrava cancellare ogni scintilla di speranza inscritta nelle sue parole.

I sommersi e i salvati è scritto per i giovani; sono loro i destinatari. Non basta leggere Se questo è un uomo , oppure La tregua. Perché è come se quella narrazione trovi una nuova luce. Auschwitz non è un mito lontano, ma uno spettro del futuro.

Levi prende la parola per combattere, con le ultime forze, contro revisionisti e negazionisti. Non si comprenderebbe il suo pensiero se non lo si interpretasse nel contesto di quei giorni.

La colpa era stata enorme: I sommersi e i salvati è un libro durissimo che mira a decostruire molti stereotipi. Le cose sono ben più complicate. A quel progetto politico hanno aderito - occorre riconoscerlo - molti intellettuali. Qualcuno ha scritto che in queste pagine Levi si rivela un grande moralista.

Ma la definizione è fuorviante. La responsabilità è stata frantumata. Auschwitz appare una nuova versione della Torre di Babele. Capire o non capire, sapere il tedesco, segna lo spartiacque tra la vita e la morte. È il segnale che non si è più considerati umani. Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri formati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. Fu il compianto dirigente della mia scuola, qualche anno fa, a condividere questa lettera apparsa su Le Monde in un pezzo della scrittrice Annick Cojean.

In senso stretto non esiste insegnamento in differita , ma solo in diretta. Insegnare è una branca della drammaturgia. Lo ricordava con precisione il Nobel Canetti nella sua autobiografia: È nella relazione che si impara a sentire il valore del sé come destinatario del dono del sapere. Quali insegnanti siete tornati a ringraziare e per cosa?

Per la lezione sulle leggi della termodinamica e su Leopardi, o per come vivevano e offrivano la termodinamica e Leopardi proprio a voi? Qualche tempo fa mi scriveva uno studente: Un mio compagno ribatte: Un insegnante deve avere un cuore talmente grande da non fare nessuna preferenza!

Interessato anche io dal momento che non avevo letto nessun grande poeta ho chiesto un consiglio. Il giorno seguente lo vedo estrarre dalla sua ventiquattrore un libricino invecchiato.

Viene verso di me. Mi ha regalato una delle sue copie di Elegie duinesi , di R. Rilke , il suo libro di poesia preferito. Il libro della sua giovinezza! La differenza tra le due impostazioni è proprio quella che corre tra chi si illude si possano separare istruzione ed educazione e chi invece le tiene naturalmente unite. Nel primo caso si pensa che il docente sia un distributore di nozioni, nel secondo la didattica è conseguenza della relazione.

È questa la rivoluzione copernicana chiesta a ogni docente: Un professore - il letto da rifare oggi lo suggerisce lo studente della lettera - è chiamato ad avere un cuore tale da non far preferenze perché preferisce tutti e ciascuno diversamente: È la stessa sfida narrata da Ovidio, nelle sue Metamorfosi , a proposito del mito di Pigmalione.

Uno scultore che, deluso da tutte le donne, si innamora della donna ideale che ha scolpito nel marmo. Il suo trasporto è tale che gli dei trasformano la statua in una donna in carne e ossa. Lo sguardo educante non è mai neutro ma sempre profetico, nel bene e nel male. Ne abbiamo conferma quotidiana nel bambino che, appena caduto, si volge verso i genitori: I ragazzi non hanno bisogno di insegnanti amiconi né aguzzini, ma di uomini e donne capaci di guardarli come amabili soggetti di inedite possibilità a cui non fare sconti.

E non è questione di missione o di poteri magici, ma di professionalità. La parola autorità viene da augeo aumentare: Promulgazione ad opera di quel sovrano Vittorio Emanuele III al quale, se non altro per questa ragione, devono essere precluse le porte del Pantheon. Come tutti i neofiti, anche il razzismo fascista ebbe il suo volto truce. Ancora oggi è difficile dare una valutazione sicura delle reazioni della popolazione italiana alle leggi razziali.

Gli stessi ebrei non si resero esattamente conto della portata delle leggi razziali. Il fanatismo della stampa, in particolare nella congiuntura bellica in cui gli ebrei vennero imputati di tutti i disastri del Paese, andava probabilmente oltre il tenore dello spirito pubblico che oscillava tra indifferenza e cauto plauso, aldilà del solito stuolo dei profittatori.

Le autorità periferiche non ebbero affatto i comportamenti blandi che qualche interprete vuole tuttora addebitare loro. Il conformismo imperante coinvolse la più parte della popolazione.

A ottanta anni di distanza la riflessione su questi trascorsi è ancora aperta e si intreccia con alcuni dei nodi essenziali della storiografia sul fascismo per esempio la questione del consenso. È una storia che deve indurci ad approfondire un esame di coscienza collettivo alle radici della nostra democrazia e a dare una risposta a fatti che sembrano insegnarci come la lezione della storia non sia servita a nulla se è potuto accadere che il presidente del tribunale fascista della razza diventasse anche presidente della Corte Costituzionale della Repubblica.

Il saccheggio dei beni ebraici non fu quindi un mero corollario della Shoah, ma un processo sistematico ad essa connesso. Dopo la guerra, il recupero di questi beni è stato, ed è tuttora, molto difficile: Esistono diversi progetti che tentano di ritrovare le opere spoliate, come nel caso dei dipinti confiscati dalla Sonderauftrag Linz censiti dal Deutsches Historisches Museum, o vere e proprie iniziative governative come la German Lost Art Foundation , creata in Germania nel per cercare e identificare i beni sequestrati dal regime nazista in modo da assistere gli eredi dei legittimi proprietari.

Con lo scoppio della guerra venne creato il Commando Rosenberg, che mise in atto la spoliazione sistematica dei beni degli ebrei nei Paesi occupati, in particolare in Francia. Nel romanzo Austerlitz di W. Sebald Adelphi, vengono descritti questi depositi: Lo spazio centrale della sala dedicata al lavoro di Maria Eichhorn a documenta era occupato da una torre di libri: Si tratta di 2.

E con un nuovo eufemismo, nel dopoguerra vennero rubricati come Geschenke , donazioni, quando invece erano frutto della spoliazione sistematica di ogni bene degli ebrei della città.

Nulla si fece per cercare di restituirli. A partire da dediche ed ex libris , Maria Eichhorn, insieme al personale della biblioteca, sta cercando ora di risalire ai legittimi proprietari o ai loro eredi ma, laddove anche si riescono a ritrovare i nomi di queste persone, il loro destino è quasi sempre lo stesso: Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: I nemici devono essere soppressi.

Tutti gli stranieri devono essere soppressi ". È il diciassettesimo anno di celebrazione del giorno della memoria: Il discorso pubblico sembra, sempre più spesso, abdicare a valori che si presumevano condivisi. Questo non significa, ovviamente, che il Mediterraneo dei barconi e dei migranti si sia trasformato in una nuova Auschwitz, ma che quelle morti di sconosciuti anonimi ci riguardano come negli anni del nazismo e del fascismo al potere avrebbero dovuto riguardare i concittadini di allora le morti degli ebrei, degli omosessuali, dei testimoni di Geova, dei portatori di handicap, degli oppositori politici.

Invece anche le parole pubbliche perdono la memoria: Lo stesso candidato, dopo aver azzardato scuse poco sostenibili, ha aggiunto: E con la quale sarà necessario misurarsi ad elezioni avvenute. E ogni bambino o studente formula nuove domande. Eppure caricarsi di una memoria tanto dolorosa ha senso solo se si riesce ad integrare nel suo racconto che è esistita perfino allora, durante la guerra e sotto il dominio totalitario, la possibilità di scegliere: Proprio per questo, si impone una riflessione attenta, in grado di definire gli odi di ieri e quelli di oggi.

Fummo Charles ed io i primi a scorgerla In fondo sono la follia e il coraggio con i quali lo scorso anno, anche se pochi lo raccontano, il New Sanctuary Movement ha visto raddoppiare negli Stati uniti il numero di chiese e di persone comuni che offrono rifugio e asilo politico ai migranti minacciati di deportazione.

Il grido di Alex Zanotelli. Negli Usa al contrario lo scorso anno il Sanctuary Movement ha visto raddoppiare il numero di chiese che offrono rifugio e asilo politico per i migranti minacciati di deportazione. Ma anche, quando necessario, con sit-in o pray-in davanti ai tribunali. Ci auguriamo che questo Movimento possa presto sbocciare anche nelle Chiese in Italia. Infatti Bruxelles intende deportare un milione di migranti irregolari.

E Bruxelles chiede ai ventisette stati membri di mettere mano alla propria legislazione per una politica più restrittiva nei confronti dei migranti. Il decreto, approvato dal parlamento il 12 aprile con il ricatto della fiducia, stabilisce che il rifiuto di riconoscimento dello status di rifugiato da parte della Commissione territoriale non è reclamabile se non in Cassazione. E questo sta avvenendo non solo in Europa, ma anche negli Usa con Trump, che minaccia di espellere undici milioni di clandestini, in buona parte latinos.

Infatti Trump, oltre al muro tra gli Usa e il Messico, che gli costerà un miliardo di dollari, ha iniziato ad espellere ogni settimana settecento clandestini.

È un movimento che si rifà alla tradizione biblica Num. Questo movimento ha avuto inizio negli Usa negli anni Ottanta, quando Reagan deportava i rifugiati ai loro paesi come il Salvador o il Nicaragua dove li aspettava la morte. Ora, con Trump, oltre mille istituzioni fra queste, anche città, università e contee hanno iniziato a dare rifugio politico a chi rischia di essere espulso. I responsabili religiosi si rifiutano di aprire le chiese alla polizia, quando viene per arrestare i clandestini.

Se Trump decidesse di deportare undici milioni di clandestini, dobbiamo chiedere una massiccia disobbedienza civile. La resistenza è un lavoro sacro. Alle chiese si sono aggiunte anche alcune università, città e contee.

È un atto di coraggio che la Chiesa cattolica in Italia deve fare: È il coraggio della disobbedienza civile per la difesa della vita umana! E lo stesso coraggio lo devono avere le Chiese valdesi, luterane, battiste, metodiste, evangeliche presenti sul nostro territorio.

Questo è anche il nostro sogno e il nostro impegno. Comune-info, 21 gennaio ripresa parziale - senza immagini. Donatella Di Cesare , Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione ,Bollati Boringhieri, Torino, pp. Perché provengono da voce di donna? Perché di questo qui ci si occupa, non di trovare soluzioni politiche per regolare i flussi o integrare i migranti, temi che ricadono nella logica immunitaria che si comporta come la ferita che si chiude sui suoi bordi per difendersi dal corpo estraneo, e che tratta il migrante come un criminale recludendolo in campi di internamento.

Ma anche, e a monte di questo, sul diritto di garantire giustizia sociale soltanto al vicino, al prossimo, al concittadino. È un grande tema su cui si sono interrogati Cicerone come pure Martha Nussbaum, e che val la pena di riprendere: Tous les liens C'est le cas pour les 2 couples gays blacks que nous allons voir dans cette video x.

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In quel campo i socialisti, allora sotto la sigla Psiup, erano ancora, seppure non di molto, maggioritari rispetto al Pci. Rilkeil suo libro di poesia preferito. In entrambi i casi, le capacità socio-riproduttive sono ulteriormente compresse. O meglio al pensiero critico. Spesso mi sono chiesto in questi anni: femme black porno dominatrice grenoble

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È per questa ragione che dopo la strage si afferma la dittatura di Mosè, attraverso la quale si impongono le nuove leggi. Ma non è sufficiente, la paura continua a stringere il popolo, tanto che, una volta che gli esploratori mandati da Mosè sono tornati dalla terra promessa e hanno raccontato ai capi tribù che il paese è occupato da popolazioni bellicose, la maggior parte degli ebrei si rifiuta di entrare e pretende di tornare in Egitto.

La dittatura di Mosè e il terrore rosso sono necessari per la rivoluzione e per la costruzione di un nuovo popolo, capace, una volta attraversato il Giordano, di fondare una nuova nazione.

Il primo a riattivare le riflessioni del giornalista americano fu Aaron Wildavsky nel suo The Nursing Father: Il binomio Esodo e rivoluzione , dunque, è diventato un classico della riflessione politica, anche se declinato in prospettive diverse, e ha trovato in Steffens un interprete di rara efficacia interpretativa. A Mikhail Gorbaciov e a Karol J.

Le ultime riflessioni di Lenin raccolte da Viktor Bede. Spesso è il linguaggio a far accendere la lampadina: Raramente la rivelazione riguarda il linguaggio in sé. Ma ancora oggi, la grammatica Alessandrina continua a regnare. Tutte le traduzioni sono dal volume The Language of the Human Race: Eine leibhafte Grammatik in vier Teilen ].

Rosenstock-Huessy ha ispirato alcuni connoisseur , tra cui W. Auden e Peter Sloterdijk, ma possiamo dire in tutta tranquillità che è ancora poco conosciuto. È difficile capire cosa pensare di lui.

Di sicuro trovo fastidiosa la palese importanza della nascita di Cristo - o della Missione Divina - che inserisce regolarmente nei suoi ragionamenti filosofici. Il dogma grammaticale a cui fa riferimento - e contro cui si è battuto a morte in un libro di oltre 1.

Io amo, tu ami, egli ama , o, se avete studiato Latino, amo, amas, amat. Cosa possono avere di tanto significativo? Ogni persona sembra parlare allo stesso modo. La mia rivendicazione è che amat e amo e amas sono agli antipodi, da un punto di vista sociale, e che quindi non debbano essere insegnati come simili. La lista Alessandrina non è affidabile.

E lo intende davvero. Amat è pronunciato come un fatto, senza nessun coinvolgimento interiore. Dà delle informazioni su qualcosa. Amo e amas, al contrario, non possono essere pronunciati senza conseguenze sociali importanti.

Entrambi presuppongono passione, e quindi dobbiamo studiare che cosa significano passione ed enfasi in quanto elementi sociali della grammatica. Empiricamente, la lista Greca commette un errore: Sei un bravo bambino. Il bambino inizia a definirsi gradualmente come un essere indipendente in seguito alle migliaia di attenzioni e impressioni e influssi che lo avvolgono, lo circondano, lo premono da ogni parte.

La prima cosa che succede a ogni bambino, a ogni persona, è che gli o le si rivolge la parola: Il bambino è prima un Tu per un essere esterno potente, soprattutto i genitori Sentire che esistiamo per gli altri, che vogliono qualcosa da noi, precede qualsiasi affermazione che noi siamo noi o qualsiasi affermazione di che cosa siamo.

È questa la rivelazione che mi ha tanto colpito. La prima persona non è la prima. Non esiste nessuna lista , a parte quelle che inventiamo. Che aspetto avrebbe il mondo se potessi vedere al di fuori di questo schema? Quanto altro ancora della natura del romanzo, e della percezione della mia vita, risale essenzialmente alla grammatica greca di duemila anni fa? Nella nostra società moderna, amo e amas sono trattati alla stregua di semplici affermazioni come amat.

E la spudoratezza della psicologia, delle classificazioni sociali, della tirannia dei fisici e degli analisti, sono alcuni dei risultati di questa mancanza di saggezza e autorità nello schema grammaticale. Ognuno è portato a pensare a se stesso o se stessa come parte di una sequenza di fatti, come se lui o lei fossero una Terza Persona. Vale la pena notare che scrisse questi pensieri sulla tirannia nel Perché parliamo in modo obiettivo di chi è assente e quindi non arrossirà per quello che diciamo o non si arrabbierà o in ogni caso non dovrà stare ad ascoltare.

I rapporti umani prosperano quando possiamo conservare un legame segreto e un desiderio intimo di ascoltare. I rapporti umani muoiono quando tutte le nostre affermazioni si riducono a un semplice dato di fatto. Come dicevo, non so cosa pensare al riguardo. Ma è qui, presentato per voi sotto forma di paragrafi alternati da me e da lui.

Voi siete la prima persona. Fatene quello che volete. Il mondo non è più magico e stregato. Una grammatica avanzata, che si occupi del tipo di enfasi che il discorso pone sulle nostre parole e sulle nostre azioni, ci permetterebbe di carpire i segreti dei movimenti sociali, delle masse e degli individui, delle patologie e della guarigione della vita politica.

La grammatica base ha degradato il linguaggio fino a renderlo uno strumento arbitrario dello spirito umano; la grammatica avanzata lo aggiusterà. Traduzione di Alessandra Castellazzi. Un omaggio a Kurt H. Wolff e a Barrington Moore Jr.

Intelligenza artificiale, bioingegneria, robot sono la nuova frontiera. E tornano a dividere i filosofi tra apocalittici e visionari. Che ne sarà della specie umana? Lo chiamano post-human, senza nemmeno un accordo su un significato univoco. Nella squadra A giocano i tecno-umanisti o transumanisti , evangelisti di una religione che potremmo chiamare datismo: Gli esseri umani - assicurano - non sono più in grado di gestire gli immensi lussi di dati, sono arrivati al capolinea e ora potrebbero passare il testimone a entità di un tipo del tutto nuovo.

Le dittature di questi tempi funesti faranno passare quelle del Novecento per inezie. Google lavora oggi a questo programma transumanista. Capisco perfettamente perché chi crede, per quanto incautamente, che da queste circostanze la post-umanità frutto del matrimonio tra I. Siamo già in parte nel postumano. Il soggetto di quel volere dovrebbe essere un noi che si interroga ed è interrogato. Ma che per ora sembra assistere attonito alla partita senza arbitro. E la cui espressione sembra dire: Il nuovo inizio è la vita.

A sottrarre il dibattito sul postumano ai singoli saperi, ai tecnologi e tecnocrati, per riconsegnarlo alla filosofia. O meglio al pensiero critico. Non vede nelle istanze postumaniste e tecnoumaniste un prevalere di queste ultime ma nella forma di nuovi spazi di dominio?

Si deve ragionare su come il capitalismo cognitivo si è impossessato delle humanities. Si deve ricostruire un terreno comune per discutere su cosa sta accadendo. Io dico il contrario.

La grande mutazione non avviene nel vuoto, ci sono le implicazioni sociali. Bisogna negoziare su che cosa siamo capaci di diventare. Note per una rilettura della "Critica della Ragion pura" e non solo. Nella Costituzione senza esserlo. Il destino ambiguo del Concordato. Con accordi e norme complicate tra cui due particolarmente odiose per un Paese che - dopo un decennio di guerre e la doppia occupazione nazista e alleata - si era scrollato di dosso la dittatura anche attraverso la Resistenza e stava lavorando non solo al ritorno delle civili libertà ma a una democrazia nuova, repubblicana come aveva decretato il voto del 2 giugno Con il paradosso che chi riteneva il matrimonio un sacramento poteva, per le norme del diritto canonico, ottenerne la nullità, riconosciuta poi dallo Stato e chi invece aveva del matrimonio una concezione puramente civile era destinato a essere legato a vita, indissolubilmente, non per diretta conseguenza dei Patti, ma per la coincidenza nella visione della famiglia tra Chiesa e fascismo.

Nel quadro per di più di un diritto di famiglia in cui era sancita una netta subordinazione della donna. Nella sua ricostruzione del formarsi del dettame costituzionale e poi dei suoi effetti nella vita democratica italiana Art. Costituzione italiana , Daniele Menozzi non nega le conseguenze negative del permanere di quelle norme specie nel quindicennio successivo alla emanazione della Carta Costituzionale.

In particolare a quelle di matrice socialista e comunista. Protagonista di questa operazione complicata e sottile fu in primis Giuseppe Dossetti che univa alla sua profonda fede cristiana una visione non ierocratica della Chiesa, la competenza giuridica del canonista di vaglia, cristalline convinzioni democratiche, saldi legami con le altre culture politiche formatisi nella Resistenza.

Io aggiungerei due aspetti. Togliatti era ben consapevole di quanto Milovan Gilas nelle sue Conversazioni con Stalin ricorda avergli detto il dittatore sovietico: In quel campo i socialisti, allora sotto la sigla Psiup, erano ancora, seppure non di molto, maggioritari rispetto al Pci.

Per ben intendere la vicenda al quadro manca un tassello. E del nuovo diritto di famiglia. Lo Spirito "costituzionale" di Benedetto Croce, lo spirito cattolico-romano di Giacomo Biffi, e la testimonianza di venti cristiani danesi. Per un ri-orientamento antropologico e teologico-politico. Una nota del Indicazioni per una seconda rivoluzione copernicana Chi dice che è morta? Ritratti del desiderio di Massimo Recalcati pagine, 14 euro, con le fotografie di Giancarlo Fabbri è pubblicato da Raffaello Cortina Editore.

Che cosa resta della grande lezione di Freud? Cosa della grande rivoluzione culturale rappresentata dalla psicoanalisi è destinato a non essere cancellato? Lo si grida da più parti e ormai da molto tempo: Il nucleo di questa invenzione è etico prima che terapeutico.

Ma la prima vera e grande sovversione etica imposta da Freud è quella che ci costringe a modificare la nostra ordinaria concezione della malattia e della sofferenza psichica. Questo è un contributo ancora attualissimo e nevralgico della psicoanalisi: La divisione multipla interna al soggetto - tra coscienza, preconscio e inconscio, tra Es, Io e Super- io - ci costringe infatti a ridisegnare la nostra idea della vita umana.

È un principio clinico che riguarda tanto la vita individuale quanto quella collettiva: La psicoanalisi incoraggia una politica anti-segregativa. Quale è il volto dello straniero che si tratta di accogliere? Innanzitutto quello del desiderio che esprime la dimensione radicalmente insacrificabile della singolarità.

È questo un punto nevralgico presente nel pensiero di Freud, ripreso con forza da Lacan: Questo comporta un attrito fatale nei confronti di tutte le pratiche di normalizzazione autoritaria e di medicalizzazione disciplinare della vita. La vita del desiderio - la vita della singolarità - è sempre vita storta, difforme, deviante, bizzarra, anomala. Ciascuno ha il compito di trovare la propria misura della felicità. La psicoanalisi è una teoria critica della società: La sua vocazione è antifascista nel senso più radicale e militante del termine: Di fronte al mare Un nuovo paradigma antropologico: Se si pensa che una cosa del genere capita solo per le conferenze di Sartre!

Gli inizi erano stati ben diversi. Figure eccentriche, in quel momento, quasi tutti giovani, in fuga da qualcosa o da sé stessi, ma destinati a ben altro futuro. A officiare, in un rito che si sarebbe rinnovato ogni settimana per sei anni dal al , era Alexandre Kojève, un giovane emigrato russo nato nel , esule in fuga dalla rivoluzione bolscevica, ma forse una spia dei servizi segreti sovietici, nipote di Vasilij Kandinskij, seduttore implacabile - di lui si è detto tutto e il contrario di tutto -, senza dubbio il signore assoluto della scena filosofica parigina.

A questo gruppo, davvero inimitabile, è dedicato il bel saggio di Massimo Palma , appena pubblicato da Castelvecchi, Foto di gruppo con servo e signore. Più precisamente, tutto girava intorno a poche pagine.

Pagine oscure, astruse, a volte incomprensibili; ridicole e tragiche allo stesso tempo: Diversamente è la natura che si ripete eternamente identica a sé stessa, bellissima ma silenziosa, indifferente, estranea: Per questo cerchiamo gli altri, ne abbiamo bisogno, come di uno specchio che rifletta e ci riveli nella nostra inimitabile specificità, nel nostro valore.

È la dialettica tra servo e padrone, il cuore della Fenomenologia: E via di seguito, di rovesciamento in rovesciamento: Forse, ma non prive di una loro attualità. Perché in fondo trasmettevano un insegnamento molto semplice: Era anche una critica sferzante agli intellettuali, chiusi nei loro giardini e nelle loro parrocchie, sempre intenti a discutere tra loro: Niente male come lezione, mentre le truppe naziste si apprestavano a marciare su Parigi.

Poi tutto era cambiato. Sembrava il Talete di cui aveva parlato Platone, quello che cade nel pozzo perché assorto nella contemplazione del cielo. Per la filosofia non restava ormai che il fine settimana: La saggezza, la serenità raggiunta. E se tutto questo affannarsi nelle azioni e questo correre dietro alle parole non portasse da nessuna parte?

Né servi né padroni, senza bisogno di essere riconosciuti o di riconoscere? Lo aveva ammesso persino il grande Hegel, in un momento di rara lucidità: Anche Kojève alla fine gli aveva dato ragione: Zazie era venuta a Parigi per vedere la metropolitana. I pensieri più impertinenti vengono quando si ozia - di domenica, insomma - e forse sono i migliori. La mosca non smette di ronzare, disturbando il pensiero; la storia continua La prospettiva millenaristica indicata da Karl Marx, nota Màdera, non discende affatto dalla sua pur lucida descrizione del capitalismo.

Una nota di Gianni Vattimo. Il cristianesimo non è un "cattolicismo": Il parallelo mezzanotte-mezzogiorno ci dice intanto una cosa fondamentale: Il sole raggiunge il punto massimo nel cielo e le ombre sulla terra si accorciano fino a scomparire: Il programma di Caillois e naturalmente del Collège de Sociologie è assai complesso: La passione di fare diventa bruciante.

Sarà Marcel Mauss ad avvertire gli studiosi del Collège che stanno rischiando grosso: Non tanto perché in esso trattasse questioni immediatamente pericolose: Nella sua ambiguità la potenza del sole distrugge e feconda, sconfigge i deboli ed esalta, in senso proprio, i forti. Racconta Plutarco, per esempio, che nessun condottiero romano avrebbe mai firmato un trattato o un atto importante dopo mezzogiorno. Anche il cristianesimo, che pure ha molto contribuito ad attribuire la luce al bene e le tenebre al male, ha le sue implicazioni con il sole e con i culti solari.

Anche il cadavere che non ha ricevuto gli onori funebri appare a mezzogiorno: Si mescolano qui due temi di lunga durata: Per dire, in buona sostanza, che il viaggio nel sole non è certo finito, ma anche che certi miti bisogna guardarli di traverso e non cedere, supini, al loro culto.

La storia ha già dimostrato, meglio della medicina, come siano nefasti certi colpi di sole. Archivio "la Repubblica", 14 ottobre Che cosa è successo alla filosofia nei quattro secoli che separano la nascita di Cartesio dalla morte di Nietzsche? Franceschelli, Donzelli, pp. Un appunto e una considerazione sulle parole di Papa Francesco sulla prostituzione.

Alcuni governi cercano di fare pagare multe ai clienti. Ma il problema è grave, grave, grave. Vorrei che voi giovani lottaste per questo.

Se un giovane ha questa abitudine la tagli. Tuttavia, a Francesco è scappata una frase piuttosto infelice quando ha detto: Non sono state le donne ad avere inventato, introdotto e alimentato la pratica del sesso a pagamento, ma gli uomini. Sono gli uomini che hanno incrementato, e incrementano, la domanda. Sono gli uomini a volere pagare per avere a disposizione dei pezzi di corpo femminile. Qui bisogna fare un appunto e una considerazione.

Visto che il commercio del sesso esiste perché esiste una domanda maschile, perché dovrebbero essere le donne a farsi carico di tutto il lavoro di rieducazione e lotta? Perché non si chiede agli uomini di farsi un esame di coscienza sul perché hanno bisogno di pagare una donna per poter infilare il loro pene in un orifizio? Per quale ragione il maschio non deve interrogarsi sulla sua idea di desiderio, eros, piacere? Perché non si domanda, e non gli si domanda, dove mai stia la soddisfazione nel comprare sesso?

E poi, che cosa sanno del proprio corpo? Che cosa capiscono del corpo altrui? O sono solo dei poveracci in cerca di un contenitore eiaculatorio?

Nel suo libro Il trucco. Caro Francesco, il femminismo è vivo, vegeto e lotta. Sono certi maschi a essere molto arretrati. Uscire dallo "stato di minorità" non significa mangiare un "piatto di lenticchie" O, meglio, che progetto!!! Fraser, Scales of Justice.

Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale. Giocando sulla plurivocità semantica del termine inglese "scales", con il titolo Scales of Justice Nancy Fraser evoca due immagini: Sia il concetto di imparzialità sia la dimensione spaziale della giustizia sono oggi oggetto di una contestazione radicale. Il criterio della rappresentanza risponde a una questione decisiva oggi nei dibattiti intorno alle diverse teorie della giustizia, dibattiti che non vertono più sul "che cosa" la giustizia deve riconoscere, ma sempre più su "a chi" deve riconoscerlo, su quali sono e come si determinano i confini della comunità cui una teoria della giustizia intende applicarsi.

In un contesto post-socialista, post-fordista e soprattutto post-westphaliano le ingiustizie sono insieme incentrate su questioni di misrecognition , misredistribution e misframing.

Distribuzione e riconoscimento potevano essere considerate come le due dimensioni cruciali della giustizia finché il quadro di riferimento dello stato-nazione era dato per scontato.

Domanda cruciale diviene infatti se la teoria della giustizia debba continuare a muoversi nello spazio della cittadinanza nazionale, se debba divenire cosmopolitica o se debba venire a riguardare le "comunità transnazionali del rischio".

Ora, Fraser riconosce due limiti a questa soluzione teorica: Il principio all subjected individua non un unico "chi" destinatario della giustizia, ma una pluralità di "chi" collocati a livello locale, nazionale, regionale e, in alcuni casi, globale. In questa direzione, la Fraser guarda al ruolo che rivestono oggi i movimenti sociali globali: Una giustizia transnazionale richiede adeguati canali istituzionali che rispondano alla società civile, ma funzionino al tempo stesso secondo eque procedure e un sistema di rappresentanza che ne assicuri il carattere democratico dando legittimità alle decisioni prodotte.

I tratti delle nuove sfere pubbliche transnazionali e delle nuove istituzioni democratiche globali rimangono, tuttavia, al momento, estremamente vaghi nel disegno della Fraser, che evita qui, per altro, di confrontarsi criticamente con le istituzioni sovranazionali esistenti, con i loro limiti e le loro possibilità di riforma.

Ripensare lo spazio politico in un mondo globalizzato di Nancy Fraser edito da Pensa Multimedia, Globale e neoliberale, sta promuovendo tagli pubblici e privati del welfare nello stesso momento in cui recluta le donne nella forza lavoro salariata. Sta dunque scaricando il peso del lavoro di cura sulle famiglie e sulle comunità, mentre diminuisce la loro capacità di svolgerlo. Il risultato è una nuova organizzazione dualistica della riproduzione sociale, mercificata per coloro che possono permettersela e privatizzata per quanti non possono farlo, visto che alcune componenti della seconda categoria forniscono lavoro di cura per coloro che appartengono alla prima in cambio di bassi stipendi.

Pubblichiamo un estratto da La fine della cura Mimesis. È sempre più attraverso il debito, in altre parole, che il capitale oggi cannibalizza il lavoro, colpevolizza gli stati, trasferisce ricchezza dalla periferia al centro ed estrae valore dalla sfera domestica, dalle famiglie, dalle comunità e dalla natura. Il nuovo regime emerse dalla decisiva intersezione di questi due gruppi di lotte. Al di là della collisione di questi due gruppi di lotte, emerse un risultato sorprendente: I movimenti di emancipazione hanno preso parte a questo processo.

Al pari di ogni regime precedente, il capitalismo finanziario istituzionalizza la divisione fra produzione e riproduzione sulla base del genere.

Non pago di ridurre gli aiuti pubblici mentre recluta le donne nel mondo del lavoro salariato, il capitalismo finanziario ha cioè anche ridotto i salari reali, aumentando il numero di ore di lavoro casalingo pagato necessario a supportare una famiglia e inducendo a fare i salti mortali per trasferire su altri il lavoro di cura. In entrambi i casi, le capacità socio-riproduttive sono ulteriormente compresse.

Desiderose di attrarre e trattenere queste lavoratrici, imprese come Apple e Facebook forniscono loro un forte incentivo a posticipare la gravidanza, di fatto dicendo: Un secondo sviluppo, egualmente sintomatico della contraddizione tra riproduzione e produzione negli Stati Uniti, consiste nella proliferazione di distributori meccanici costosi e altamente tecno- logici, per tirare e conservare latte materno.

In una congiuntura storica di acuta povertà, tiralatte doppi che funzionano senza bisogno delle mani sono considerati la cosa più desiderabile, poiché consentono di tirare il latte da entrambi i seni in una volta sola, mentre si sta guidando la macchi- na in autostrada per andare al lavoro. Nel loro insieme, tali rivendicazioni equivalgono alla richiesta di una riorganizzazione massiccia della relazione tra produzione e riproduzione, a favore di assetti sociali che potrebbero dare la possibilità a persone di ogni classe, genere, orientamento sessuale e colore della pelle di combinare attività socio-riproduttive con un lavoro sicuro, interessante e ben remunerato.

Globalizzato e mosso dal debito, il capitalismo neoliberale sta sistematicamente espropriando le capacità necessarie a sostenere le relazioni sociali.

Cosa potrebbe emergere da questa crisi? Come potrebbe essere reinventata oggi la divisione fra riproduzione e produzione e cosa potrebbe sostituire il doppio reddito familiare? Resta da vedere se il risultato sarà compatibile o meno con il capitalismo. Le vicende elettorali offuscheranno solo parzialmente lo spazio mediatico ogni anno occupato dalla Giornata della donna. Sono tutti discorsi a cui siamo ormai assuefatti.

La filosofa Nancy Fraser si è pronunciata in proposito con una lettura molto chiara: Tuttavia, aggiunge Fraser, alcune condizioni strutturali emergenti possono permettere di non rimanere vittime delle seduzioni individualiste del capitalismo e di riprendere il filo di un altro discorso del femminismo di seconda ondata per molti versi abbandonato: Riprendere quel filo significa ripartire dalla struttura, dal tessuto economico e sociale, tralasciando affermazioni di principio più o meno liquide, ma osservando la materialità delle asimmetrie nel loro farsi quotidiano.

Le dimensioni in cui questo avviene sono molte. Rielaborando la proposta di un classico testo degli anni Settanta, La condizione della donna di Juliet Mitchell Einaudi, , Raewyn Connell propone ad esempio di analizzare la asimmetria tra uomini e donne secondo quattro dimensioni.

La prima, quella della produzione, del consumo e della accumulazione. La divisione sessuale del lavoro, la segregazione occupazionale, la discriminazione, i vari soffitti e labirinti di cristallo che separano uomini e donne lungo assi verticali e orizzontali della gerarchia lavorativa rappresentano la principale dimensione delle asimmetrie di genere riconosciuta nelle scienze sociali.

La seconda, quella del potere, è stata un elemento cruciale nella analisi del funzionamento del sistema patriarcale elaborata dal femminismo radicale.

La quarta, infine, è la dimensione culturale e discorsiva: Per la prima dimensione, tratteremo delle diseguaglianze nel mercato del lavoro. Abbiamo già avuto modo, in questa rivista, di conoscere le difficoltà della conciliazione dovute alle carenze nei servizi si veda Naldini e Santero ; si tratta di osservare qui quali difficoltà le donne incontrino in termini di entrata e permanenza nel mercato del lavoro, specie quando decidono di essere madri.

Tutti i dati, naturalmente, risentono sempre dei limiti del contesto per cui sono prodotti e gli elementi che qui si mettono sul piatto non sono esenti dalle ambivalenze su cui ci allertava Fraser.

Una consapevolezza da cui partire il nove marzo, liquidando facili enunciazioni di principio. Una riflessione di Massimo Cacciari su "cosa significa ereditare il passato". De sanctissima eucharistia ", della " Ammirabile Carità.

Primus in servitute servili, secundus in servitute filiali, tertius in libertate. Primus in flagellis, secundus in actione, tertius in contemplatione. Nel primo regno il servaggio servile; nel secondo la servitù filiale; il terzo darà inizio alla libertà. Di Gioacchino se si è conservato memoria del suo lavoro come del suo messaggio, lo si deve sicuramente alla sua " posterità spirituale " - è da dire con H.

Una storia di lunga durata Un breve testo dalla "Prefazione ai lettori" del "Trattato sulla carità cristiana" di Ludovico A. Una riflessione che porta la vita alla sua massima espansione senza sottrarsi a nessun conflitto. La scoperta di Spinoza per il quale la sapienza è una meditazione sulla vita, non un pensiero sulla morte. Quello del filosofo non è incauto ottimismo, né cieco volontarismo. Conosce la potenza che ci abita. In giorni oscuri torniamo a interrogarci sulla negazione.

Ci siamo risvegliati in una specie di guerra civile mondiale dove la negazione è intesa come distruzione della vita: Oppure lo stragismo fascista e razzista contro gli immigrati, rovescio diabolico di una risposta uguale e terribile.

Il negativo è invece inteso come una negazione senza rimedio. Per una filosofia affermativa Einaudi, pp. Anzi, si è intensificata. Il negativo fa parte della vita: Per questo va contestualizzato, non generalizzato. Non è un ostacolo o una forza contraria che si oppone alla libera volontà di chi vuole affermare qualcosa. Il negativo è il limite che attraversa la vita costretta tra necessità e finitezza. Lo scopo di questo approfondimento vertiginoso è modificare la nostra disposizione verso la vita.

Se la vita è imprigionata nel negativo, allora è immobile povera e paranoica. Se invece è un momento determinato di un divenire storico che si sporge oltre se stesso, allora diventa una pratica. Spinoza, il grande eretico aggredito da Hegel e sistematicamente travisato dai suoi posteri.

Per lui la sapienza è una meditazione sulla vita, non un pensiero sulla morte. Questa è ancora oggi la sua gloria: Il suo non è incauto ottimismo, né cieco volontarismo. Conosce la potenza che ci abita, a dispetto del negativo che ci circonda. Il pensiero affermativo non è un positivismo del fatto compiuto, né una stanca decostruzione.

Indica la strada per una nuova forma di materialismo, istanza che sembrava remota, o riservata a poco, fino a poco tempo fa. È la differenza che passa tra una politica sulla vita e una politica della vita, per usare le categorie di Esposito. Il conflitto è un elemento della relazione, oltre che della creazione di nuove istituzioni. O amici, non ci sono amici in questo mondo. Davanti a questo paradosso va sperimentata una prassi politica che metta insieme corpo e intelletto, materia e spirito, vita e forma, e non rifugga ma abbracci il conflitto.

Creano legami, non impongono vincoli. È tempo di imparare a coglierne i frutti. La macchina della teologia politica e il posto del pensiero". A partire da due, e non da uno!!! Una nota su una polemica tra "esportatori di democrazia" e di "libertà" Giovanni Sartori e Gian Maria Vian e la proposta di una Fenomenologia dello Spirito di "Due Soli".

La prima traduzione italiana risale al [ pp. A dire il vero, questo libro non è una monografia del più grande filosofo del Novecento sul pensatore-chiave del mondo contemporaneo.

O, meglio, in una forma esasperata. Heidegger, è il caso di aggiungere, non è stato da meno. Entrambi, insieme a molti altri, tra cui il cattolico Romano Guardini, furono affascinati da Heidegger. Vi troverà non la descrizione di un pensiero anche se non manca ma un metodo per imparare a pensare.

Cosa che non si nota in molti filosofi dei nostri talk show. Nella scia di Constant, Kant, Hobbes e Mendiola. Una nota di Armando Torno su "una questione oziosa e irrisolta". Una nota a " Guerra di genere. Una modesta proposta " di Paolo Fabbri, Alfabeta2. Se non ricordiamo più " O vogliamo continuare ancora e sempre? Barbara Chitussi , Lo spettacolo di sé. Filosofia della doppia personalità, Meltemi, , pp. Lo dimostra brillantemente Barbara Chitussi che in un saggio appena uscito da Meltemi non solo, quasi come in un romanzo, mette in scena i casi clinici, le storie fantastiche di personalità multiple di cui si sono occupati gli psichiatri francesi, ma ne trae il materiale teorico per costruire una vera e propria filosofia della personalità.

Ma, come accade spesso, il brusio delle voci senza volto finisce per raccogliersi nel fulgore di un nome che quelle voci, tutte, le fa risuonare assieme. O meglio, triste e cupa Félida appare di solito sino al momento della sua crisi. Le accade infatti, talvolta, di cadere improvvisamente nel sonno e di risvegliarsi in uno stato che non è più quello nel quale si era addormentata: Come nota con finezza Barbara Chitussi, gli psicologi che a proposito del caso di Félida iniziano a parlare di doppia personalità, operano a loro volta uno sdoppiamento dello stesso termine di personalità.

Non più sinonimo di coscienza o di vita, la personalità torna ora a riavvicinarsi al significato originario del latino persona: Per ben agire e ben comunicare anche solo con se stessi o con stesse!

Primo Levi e il suo monito eterno: Esce il terzo volume della serie dedicata allo scrittore sopravvissuto alla Shoah. Fu un tonfo sordo e inatteso. Era di Primo Levi il corpo esanime, ai piedi delle scale. Pur sapendo della sua depressione, si rifiutavano di credere che avesse compiuto quel gesto.

Molti dubitarono, vollero credere a un incidente. Il suicidio sembrava cancellare ogni scintilla di speranza inscritta nelle sue parole. I sommersi e i salvati è scritto per i giovani; sono loro i destinatari. Non basta leggere Se questo è un uomo , oppure La tregua. Perché è come se quella narrazione trovi una nuova luce. Auschwitz non è un mito lontano, ma uno spettro del futuro. Levi prende la parola per combattere, con le ultime forze, contro revisionisti e negazionisti.

Non si comprenderebbe il suo pensiero se non lo si interpretasse nel contesto di quei giorni. La colpa era stata enorme: I sommersi e i salvati è un libro durissimo che mira a decostruire molti stereotipi.

Le cose sono ben più complicate. A quel progetto politico hanno aderito - occorre riconoscerlo - molti intellettuali. Qualcuno ha scritto che in queste pagine Levi si rivela un grande moralista. Ma la definizione è fuorviante. La responsabilità è stata frantumata.

Auschwitz appare una nuova versione della Torre di Babele. Capire o non capire, sapere il tedesco, segna lo spartiacque tra la vita e la morte. È il segnale che non si è più considerati umani. Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri formati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.

Fu il compianto dirigente della mia scuola, qualche anno fa, a condividere questa lettera apparsa su Le Monde in un pezzo della scrittrice Annick Cojean. In senso stretto non esiste insegnamento in differita , ma solo in diretta. Insegnare è una branca della drammaturgia. Lo ricordava con precisione il Nobel Canetti nella sua autobiografia: È nella relazione che si impara a sentire il valore del sé come destinatario del dono del sapere.

Quali insegnanti siete tornati a ringraziare e per cosa? Per la lezione sulle leggi della termodinamica e su Leopardi, o per come vivevano e offrivano la termodinamica e Leopardi proprio a voi?

Qualche tempo fa mi scriveva uno studente: Un mio compagno ribatte: Un insegnante deve avere un cuore talmente grande da non fare nessuna preferenza! Interessato anche io dal momento che non avevo letto nessun grande poeta ho chiesto un consiglio.

Il giorno seguente lo vedo estrarre dalla sua ventiquattrore un libricino invecchiato. Viene verso di me.

Mi ha regalato una delle sue copie di Elegie duinesi , di R. Rilke , il suo libro di poesia preferito. Il libro della sua giovinezza! La differenza tra le due impostazioni è proprio quella che corre tra chi si illude si possano separare istruzione ed educazione e chi invece le tiene naturalmente unite.

Nel primo caso si pensa che il docente sia un distributore di nozioni, nel secondo la didattica è conseguenza della relazione. È questa la rivoluzione copernicana chiesta a ogni docente: Un professore - il letto da rifare oggi lo suggerisce lo studente della lettera - è chiamato ad avere un cuore tale da non far preferenze perché preferisce tutti e ciascuno diversamente: È la stessa sfida narrata da Ovidio, nelle sue Metamorfosi , a proposito del mito di Pigmalione.

Uno scultore che, deluso da tutte le donne, si innamora della donna ideale che ha scolpito nel marmo. Il suo trasporto è tale che gli dei trasformano la statua in una donna in carne e ossa. Lo sguardo educante non è mai neutro ma sempre profetico, nel bene e nel male. Ne abbiamo conferma quotidiana nel bambino che, appena caduto, si volge verso i genitori: I ragazzi non hanno bisogno di insegnanti amiconi né aguzzini, ma di uomini e donne capaci di guardarli come amabili soggetti di inedite possibilità a cui non fare sconti.

E non è questione di missione o di poteri magici, ma di professionalità. La parola autorità viene da augeo aumentare: Promulgazione ad opera di quel sovrano Vittorio Emanuele III al quale, se non altro per questa ragione, devono essere precluse le porte del Pantheon.

Come tutti i neofiti, anche il razzismo fascista ebbe il suo volto truce. Ancora oggi è difficile dare una valutazione sicura delle reazioni della popolazione italiana alle leggi razziali.

Gli stessi ebrei non si resero esattamente conto della portata delle leggi razziali. Il fanatismo della stampa, in particolare nella congiuntura bellica in cui gli ebrei vennero imputati di tutti i disastri del Paese, andava probabilmente oltre il tenore dello spirito pubblico che oscillava tra indifferenza e cauto plauso, aldilà del solito stuolo dei profittatori. Le autorità periferiche non ebbero affatto i comportamenti blandi che qualche interprete vuole tuttora addebitare loro.

Il conformismo imperante coinvolse la più parte della popolazione. A ottanta anni di distanza la riflessione su questi trascorsi è ancora aperta e si intreccia con alcuni dei nodi essenziali della storiografia sul fascismo per esempio la questione del consenso.

È una storia che deve indurci ad approfondire un esame di coscienza collettivo alle radici della nostra democrazia e a dare una risposta a fatti che sembrano insegnarci come la lezione della storia non sia servita a nulla se è potuto accadere che il presidente del tribunale fascista della razza diventasse anche presidente della Corte Costituzionale della Repubblica.

Il saccheggio dei beni ebraici non fu quindi un mero corollario della Shoah, ma un processo sistematico ad essa connesso. Dopo la guerra, il recupero di questi beni è stato, ed è tuttora, molto difficile: Esistono diversi progetti che tentano di ritrovare le opere spoliate, come nel caso dei dipinti confiscati dalla Sonderauftrag Linz censiti dal Deutsches Historisches Museum, o vere e proprie iniziative governative come la German Lost Art Foundation , creata in Germania nel per cercare e identificare i beni sequestrati dal regime nazista in modo da assistere gli eredi dei legittimi proprietari.

Con lo scoppio della guerra venne creato il Commando Rosenberg, che mise in atto la spoliazione sistematica dei beni degli ebrei nei Paesi occupati, in particolare in Francia.

Nel romanzo Austerlitz di W. Sebald Adelphi, vengono descritti questi depositi: Lo spazio centrale della sala dedicata al lavoro di Maria Eichhorn a documenta era occupato da una torre di libri: Si tratta di 2. E con un nuovo eufemismo, nel dopoguerra vennero rubricati come Geschenke , donazioni, quando invece erano frutto della spoliazione sistematica di ogni bene degli ebrei della città. Nulla si fece per cercare di restituirli.

A partire da dediche ed ex libris , Maria Eichhorn, insieme al personale della biblioteca, sta cercando ora di risalire ai legittimi proprietari o ai loro eredi ma, laddove anche si riescono a ritrovare i nomi di queste persone, il loro destino è quasi sempre lo stesso: Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: I nemici devono essere soppressi.

Tutti gli stranieri devono essere soppressi ". È il diciassettesimo anno di celebrazione del giorno della memoria: Il discorso pubblico sembra, sempre più spesso, abdicare a valori che si presumevano condivisi. Questo non significa, ovviamente, che il Mediterraneo dei barconi e dei migranti si sia trasformato in una nuova Auschwitz, ma che quelle morti di sconosciuti anonimi ci riguardano come negli anni del nazismo e del fascismo al potere avrebbero dovuto riguardare i concittadini di allora le morti degli ebrei, degli omosessuali, dei testimoni di Geova, dei portatori di handicap, degli oppositori politici.

Invece anche le parole pubbliche perdono la memoria: Lo stesso candidato, dopo aver azzardato scuse poco sostenibili, ha aggiunto: E con la quale sarà necessario misurarsi ad elezioni avvenute.

E ogni bambino o studente formula nuove domande. Eppure caricarsi di una memoria tanto dolorosa ha senso solo se si riesce ad integrare nel suo racconto che è esistita perfino allora, durante la guerra e sotto il dominio totalitario, la possibilità di scegliere: Proprio per questo, si impone una riflessione attenta, in grado di definire gli odi di ieri e quelli di oggi. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla In fondo sono la follia e il coraggio con i quali lo scorso anno, anche se pochi lo raccontano, il New Sanctuary Movement ha visto raddoppiare negli Stati uniti il numero di chiese e di persone comuni che offrono rifugio e asilo politico ai migranti minacciati di deportazione.

Il grido di Alex Zanotelli. Negli Usa al contrario lo scorso anno il Sanctuary Movement ha visto raddoppiare il numero di chiese che offrono rifugio e asilo politico per i migranti minacciati di deportazione. Ma anche, quando necessario, con sit-in o pray-in davanti ai tribunali.

Ci auguriamo che questo Movimento possa presto sbocciare anche nelle Chiese in Italia. Infatti Bruxelles intende deportare un milione di migranti irregolari. E Bruxelles chiede ai ventisette stati membri di mettere mano alla propria legislazione per una politica più restrittiva nei confronti dei migranti. Il decreto, approvato dal parlamento il 12 aprile con il ricatto della fiducia, stabilisce che il rifiuto di riconoscimento dello status di rifugiato da parte della Commissione territoriale non è reclamabile se non in Cassazione.

E questo sta avvenendo non solo in Europa, ma anche negli Usa con Trump, che minaccia di espellere undici milioni di clandestini, in buona parte latinos. Infatti Trump, oltre al muro tra gli Usa e il Messico, che gli costerà un miliardo di dollari, ha iniziato ad espellere ogni settimana settecento clandestini. È un movimento che si rifà alla tradizione biblica Num.

Questo movimento ha avuto inizio negli Usa negli anni Ottanta, quando Reagan deportava i rifugiati ai loro paesi come il Salvador o il Nicaragua dove li aspettava la morte.

Ora, con Trump, oltre mille istituzioni fra queste, anche città, università e contee hanno iniziato a dare rifugio politico a chi rischia di essere espulso. I responsabili religiosi si rifiutano di aprire le chiese alla polizia, quando viene per arrestare i clandestini. Se Trump decidesse di deportare undici milioni di clandestini, dobbiamo chiedere una massiccia disobbedienza civile.

La resistenza è un lavoro sacro. Alle chiese si sono aggiunte anche alcune università, città e contee. È un atto di coraggio che la Chiesa cattolica in Italia deve fare: È il coraggio della disobbedienza civile per la difesa della vita umana! E lo stesso coraggio lo devono avere le Chiese valdesi, luterane, battiste, metodiste, evangeliche presenti sul nostro territorio. Questo è anche il nostro sogno e il nostro impegno. Comune-info, 21 gennaio ripresa parziale - senza immagini.

Donatella Di Cesare , Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione ,Bollati Boringhieri, Torino, pp. Perché provengono da voce di donna? Perché di questo qui ci si occupa, non di trovare soluzioni politiche per regolare i flussi o integrare i migranti, temi che ricadono nella logica immunitaria che si comporta come la ferita che si chiude sui suoi bordi per difendersi dal corpo estraneo, e che tratta il migrante come un criminale recludendolo in campi di internamento.

Ma anche, e a monte di questo, sul diritto di garantire giustizia sociale soltanto al vicino, al prossimo, al concittadino. È un grande tema su cui si sono interrogati Cicerone come pure Martha Nussbaum, e che val la pena di riprendere: I doveri legati al senso di giustizia non si devono limitare a concedere beni non materiali e non costosi come rispetto e dignità, ma anche a distribuire aiuto materiale che incide innegabilmente sulla tassazione.

In primo luogo, la fede, ci ha sempre accompagnato. Vladimir Putin non ha evitato di affrontare il tema più scottante, quello del confronto tra comunismo e cristianesimo. Il codice del comunismo? Parole che hanno provocato, inevitabilmente, molte reazioni. Come è noto la moglie di Lenin, Nadezda Krupskaya e alcuni dirigenti bolscevichi allora si dichiararono contrari al mausoleo fortemente voluto invece da Stalin.

Avanti o popolo alla riscossa. Materiali per un convegno prossimo futuro. In un certo senso la crisi non è un accidente contingente, meno ancora una malattia moderna: In effetti si passa facilmente dalla fragilità alla patologia.

Gli individui dimenticano che la nazione non esiste che in virtù di un voler vivere insieme sostenuto e ratificato da un vecchio tacito contratto tra i cittadini di uno stesso popolo e di una stessa nazione. Una tradizione non resta vivente se non è sempre reinterpretata.

La critica stessa è una tradizione tra le altre, incorporata nelle convinzioni ereditate e richiesta a una cultura continuamente rinnovata. Inoltre, alla luce della critica storica, una tradizione si rivela essere portatrice di promesse non adempiute, cioè impedite e rimosse dai nuovi attori della storia. In breve, occorre accedere a una concezione aperta della tradizione. Più esattamente, occorre riaprire il passato e liberare il suo carico di futuro. In questo senso, innovazione e tradizione sono le due facce di uno stesso fenomeno costitutivo della coscienza storica.

Ma concordo volentieri che non è sufficiente attingere al passato e trattare le tradizioni come risorse vive piuttosto che come depositi per alimentare il nostro slancio verso il futuro.

Qui vorrei insistere su un aspetto del problema che tocca la questione della migrazione in quanto aspetto del cambiamento culturale. Questa terza componente è la più difficile da apprezzare nel suo giusto valore; voglio parlare della dimensione utopica.

Ne pubblichiamo uno stralcio. Ma è sufficiente che una di loro sia presente per far coagulare una nebulosa fascista. Il tradizionalismo è più vecchio del fascismo. Non fu solo tipico del pensiero controrivoluzionario cattolico dopo la Rivoluzione francese, ma nacque nella tarda età ellenistica come una reazione al razionalismo greco classico. Questa rivelazione era rimasta a lungo nascosta sotto il velo di lingue ormai dimenticate.

Era affidata ai geroglifici egiziani, alle rune dei celti, ai testi sacri, ancora sconosciuti, delle religioni asiatiche. Questa nuova cultura doveva essere sincretistica. La verità è stata già annunciata una volte per tutte [ Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo. Lo spirito critico opera distinzioni, e distinguere è un segno di modernità. Nella cultura moderna, la comunità scientifica intende il disaccordo come strumento di avanzamento delle conoscenze.

Il disaccordo è inoltre un segno di diversità. Inoltre, gli unici che possono fornire una identità alla nazione sono i nemici. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo più facile per far emergere un complotto è quello di fare appello alla xenofobia.

I seguaci debbono sentirsi umiliati dalla ricchezza ostentata e dalla forza dei nemici. Il pacifismo è allora collusione col nemico[ Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli. Ma non possono esserci patrizi senza plebei. È anche, forse soprattutto, una diffusa miseria della sessualità maschile, che scambia potere, favori, assunzioni in cambio di briciole come un massaggio sotto un accappatoio, una masturbazione a cielo aperto, un assoggettamento a una virilità incerta.

E da cui è urgente uscire, se i destini della sessualità come espressione libera e creativa della specie umana ci stanno a cuore. E anche questo le consorelle francesi non possono non averlo notato. Ma il politically correct gioca brutti scherzi. Questione di punti di vista. Ragione "Logos" e Amore "Charitas".

Cristianesimo, democrazia e necessità di "una seconda rivoluzione copernicana". Questione antropologica - Life out of Balance!!! Un evento naturale che è da sempre circondato da imbarazzi e superstizioni. Abbiamo cercato di capire quanto. Questo articolo parla di mestruazioni. Tantomeno di impurità, immondizie, affari schifosi, mostruosi e oscuri. Parla semplicemente di mestruazioni: Oggi, tolti di mezzo i pudori, sappiamo che la segna senza macchiarla , per circa 2.

E sappiamo anche perché avvenga, cioè perché quattro o cinque giorni ogni ventotto le donne in età fertile perdano sangue dalla vagina. Lo si trova persino nei libri di terza media: Ce lo ricordano due libri che raccontano superstizioni e tabù di un passato non troppo passato. Il primo è di Marinella Manicardi, attrice e regista che sulle mestruazioni ha fatto uno spettacolo teatrale dal titolo Corpi impuri per il Festival della Filosofia di Modena, e oggi ha scritto un libro dallo stesso titolo per la casa editrice Odoya.

Il secondo è in uscita per Einaudi: Questo è il mio sangue , della giornalista francese Élise Thiébaut, che sarà in libreria dal 23 gennaio. Manicardi parte invece dalla letteratura: Anna Karenina non ha mai le mestruazioni e non le ha mai neppure Emma Bovary. Margherita, la signora delle camelie. Ma era una prostituta. E la ragione per cui, ogni mese, le sue camelie erano cinque giorni rosse e gli altri bianche Alexandre Dumas la lascia solo intuire. E soprattutto ci sono le provocazioni politiche, come il movimento free bleeding, che propone di non usare assorbenti e di lasciare che il sangue si mostri.

In India, infatti, una ragazza su dieci considera il ciclo una malattia e una su quattro al raggiungimento della pubertà è costretta a lasciare la scuola.

Anche da noi il pregiudizio antimestruazioni è antico: Fino al lo diceva proprio la legge italiana, nero su bianco: Alla fine della fiera è difficile dire se qualcosa degli antichi pregiudizi rimanga anche nelle nostre teste, o se siamo vicini alla fine del tabù. Ognuno potrà avere le proprie impressioni: Per i maschi si tratta di farsi barba e baffi più o meno ogni mattina.

Le femmine in fondo se la cavano con quattro o cinque giorni al mese, e nel non devono più nemmeno fare la fatica di inventarsi giri di parole: Ne eccede la ripartizione, la trascende, la interdice.

Smacco della diplomazia e, ancor più, fallimento di una politica che procede con il metro e con il calcolo. Gerusalemme non divide; al contrario, unisce.

Ed è proprio questa unità la sfida che non è stata raccolta. Perché già da tempo avrebbe dovuto essere immaginata una nuova forma politica di governo capace di rispondere alla sovranità verticale di questa città straordinaria, di rispondere alla sua costitutiva apertura orizzontale. Non sarebbe stata, non è, anzi, più saggia, seppure inedita, la via di due comunità confederate? Sono oramai molti a crederlo. Yerushalaim , capitale di Israele - chi potrebbe non riconoscerlo?

Come ha già fatto - è bene ricordarlo - con la libertà di culto. Ogni rivendicazione nazionalistica, da ambo le parti, è fuori luogo. Un pensiero politico contro la xenofobia populista e il razzismo. La nostra casa non è lo Stato, né il mercato, ma il mondo intero: Una filosofia della migrazione Bollati Boringhieri, pp.

È un libro importante quello scritto da Donatella Di Cesare, potente nella decostruzione della sovranità, incalzante nello svolgimento tra riflessione genealogica, racconto e saggio. Una prova dello stile della filosofia contemporanea: Il migrare eccede ogni misura e indica un destino più ampio, il soggiorno umano sulla terra riguarda tutti, nessuno escluso. Lo Straniero è una figura presente in tutte le culture e le religioni.

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Sarebbe facile osservare che la religione, in particolare la religione cristiana, ha sostenuto importanti esperienze di liberazione politica e sociale. Il lascito di De Beauvoir a tutte le donne è in ogni caso il culto della libertà: Lo stesso candidato, dopo aver orgasme porno massage erotique troyes scuse poco sostenibili, ha aggiunto: Smacco della diplomazia e, ancor più, fallimento di una politica che procede con il metro e con il calcolo. Allora ripartire dal socratico so di non sapere potrebbe essere un buon inizio per evitare qualche sciocchezza di cui, poi, sarebbe inutile pentirsi. Operazione che Simone de Beauvoir conduce, sottolinea Kristeva, nei saggi come pure attraverso i romanzi, nei quali la singolarità individuale dei personaggi si trasforma in universalità collettiva politica. È nella relazione che si impara a sentire il valore del sé come destinatario del dono del sapere.

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